Chi Siamo

chisiamo

 Associazione di promozione sociale iscritta nel registro delle associazioni di promozione sociale della provincia di Bergamo al  numero 187 del 13 maggio 2015  denominata:

“ATELIER DI TRESCORE”

L’Associazione si propone le seguenti finalità:

  1. Diffondere, promuovere e sostenere ogni espressione di arte figurativa;
  2. Favorire il dialogo e la collaborazione con le istituzioni civili, gli enti locali, le organizzazioni sociali, le scuole di ogni grado per promuovere iniziative di solidarietà e di utilità sociale anche tramite opportune firme di convenzionamento;
  3. Realizzare esperienze di servizio sociale, di formazioni e di animazione culturale.

Al fine di perseguire gli scopi istituzionali, l’Associazione può organizzare attività quali:

    1. Visita a mostre d’arte sia antica che contemporanea assistiti, ove possibile, da esperti d’arte;
    2. Partecipazione a concorsi, corsi e/o mostre d’arte figurativa;
    3. Organizzazione di convegni e dibattiti su temi specifici delle arti figurative

IL CONSIGLIO DIRETTIVO

LIUDMILA IVANOVA BIELKINA: presidente
MARIA SPINELLI: vice presidente
ROBERTO ANTONIO MARIO AIELLI: segretario

PARLANO DI NOI

IL NOSTRO MANIFESTO 

Tutto nasce nell’ottobre del 2013 quando un gruppo di pittori dilettanti decide di dare una svolta alla sempre più urgente richiesta di arte e spiritualismo che serpeggiava intorno alla scuola di pittura per arti figurative organizzato dalla Pro loco di Trescore, fondando l’associazione di promozione sociale:

 ATELIER DI TRESCORE

 Animati da un sempre crescendo d’interessi, che si vengono a coalizzarsi intorno al gruppo dei “fondatori”, una nutrita schiera di appassionati decidono di aderire alla neonata associazione portando all’interno dell’ATELIER una ventata di entusiasmo e di nuova linfa che fa ben sperare in una crescita e un consolidamento dell’associazione.

Attualmente vi sono iscritti una quarantina di appassionati allievi pittori provenienti da tutti i ceti sociali e da diverse nazioni europee ex extraeuropee. 

Sotto la guida della Signora Luidmila Bielkina Ivanova, pittrice stimata e apprezzata non solo nel comprensorio del bergamasco, ma in tutta Italia, nonché valida insegnante dei vari corsi di pittura, il gruppo decide di rendere concreto quanto sino ad allora era stato fatto, promuovendo la prima mostra itinerante dal titolo: 

Piazze Bergamasche nelle quattro stagioni. 

Quale palcoscenico ben augurante sono state scelte le sale, gentilmente concesse dalla provincia di Bergamo, intitolate a un grande scultore contemporaneo Manzù. 

Per venire al nocciolo espressivo della mostra, possiamo dire che le opere esposte, sotto l’attenta supervisione della Liudmila, dotata di una fine preparazione tecnica acquisita presso l’importante Accademia delle Belle Arti di San Pietroburgo, sono il risultato di un’azione “estrattiva” praticata dalla Liudmila all’interno dell’animo dei singoli allievi pittori che ha generato un crogiuolo di quadri così diversi gli uni dagli altri.

Questo coacervo di espressioni fa sì che la Mostra sia priva di “standardizzazione” delle opere o, se meglio preferite, di “globalizzazione” delle stesse.

Vi sono esposte una trentina di lavori di quindici autori diversi e una sala dedicata esclusivamente alle opere di Liudmila Bielkina Ivanova. 

Bergamo, 24 dicembre 2013                                                                    

 

PARLANO DI NOI:

“Presentazione della Mostra “La Bergamo Nobile” presso Sala Manzù di Bergamo” 2014

a cura di Fernando Noris

(…)Quando Bergamo ha avuto l’onore di  ospitare qualche anno fa una grande mostra di icone del museo Tretyakov ( “ L’Oro dell’Anima” ) con il risultato di 50.000 visitatori, la nostra Città aveva avuto l’occasione di prendere contatto  con il senso più profondo  della grande tradizione della pittura russa. Mentre trattavamo con questi amici russi,  ci siamo resi conto dell’importanza che aveva superare  le frontiere e prendere atto, attraverso questi scambi culturali, di realtà culturali che, spesso, non si ha la facilità di  conoscere per  presa diretta. La sorpresa che si può cogliere nel vedere il lavoro di Ludmila, e della sua scuola,  è quella di vedere che questo contatto con  Bergamo, che viene da molto lontano, in qualche maniera viene oggi ripreso con questa sua mostra sulla “Bergamo Nobile”.

Questa volta è l’omaggio di una autrice, di  una pittrice russa che porta a Bergamo la tradizione della pittura contemporanea, non è certo quella delle icone, ma  che è il risultato degli insegnamenti che vengono diffusi in Russia in quelle che si chiamano  le Dacie accademiche.

La struttura dell’insegnamento russo contemporaneo funziona così, come si ricorda, ad  esempio della scuola  di Tver: ci sono questi maestri che collaborano tra loro, che insegnano, che partecipano dei risultati uno con l’altro e alla fine mettono in circolo  una tradizione pittorica recente, debitrice di un gusto naturalistico molto accentuato, affinato sugli esiti di una tradizione  impressionistica di antica importazione.

(…)La cosa che in parte meraviglia è il tentativo, riuscito, di Liudmila di riportare in auge questa tradizione di un insegnamento accademico, collegiale e collettivo  dell’arte, attraverso   quella che lei ha costituito come scuola. “Scuola”  tante volte può sembrare parola abusata oppure eccessiva. Più semplicemente, “scuola” è dove ci si scambiano opinioni, ci si scambiano pareri, ci si scambiano insegnamenti; dove non è detto che sia sempre e  solo il maestro a insegnare, ma dove le esperienze vengono messe in comune tra i partecipanti, o gli allievi della scuola,   che tra loro si guardano, si osservano, si consigliano, si stimolano, si criticano, senza  competizione, ma con il gusto di crescere , ad esempio nello studio  di  una pittura naturale.

(… ) Questo omaggio a Bergamo ci fa vedere dei dettagli, della Città,  della Provincia, delle Valli,  della Val Cavallina, di Trescore, della Val Seriana,  di tutta una realtà  bergamasca che noi abbiamo sott’occhio tutti i giorni e che,  proprio grazie alla pittura, come quella che vediamo qui oggi, tante volte si rivela come nuova.

(…)Davanti a tutto questo lavoro degli artisti, si deve solo ringraziare che essi ci siano. E’ non è il caso di fare polemiche o distinzioni tra naturalismo e astrattismo o stabilire gerarchie di valore spesso artificiose.

Il problema, se mai, per ognuno, è quello di cogliere con responsabilità il pensiero profondo che l’artista ha materializzato in ogni sua opera, cercando, da spettatori, di avvicinare a questo pensiero e, se si riesce, di ricreare dentro di sé qualcosa di queste visioni, in grado di riconciliarci con la Natura che ci circonda.

Nando Noris

DOMANDA DI AMMISSIONE

(per scaricare il modulo, CRT + C su un foglio Word)

Solto Collina,______________________

Il sottoscritto ___________________________ nato a _______________ Il ____/____/_____ e residente a ____________ In Via _________________________ Cell:_________________ email_____________________________inoltro richiesta di essere ammesso in qualità socio  della vostra associazione.

Dichiaro di aver letto lo statuto e il regolamento e di accettarne senza riserva il contenuto, di essere edotto e consapevole degli impegni che l’adesione alla Vs. organizzazione m’imporrà di rispettare.

Allo scopo di regolarizzare la presente domanda, m’impegno a versare la quota associativa per il 2016 dell’importo di euro 25,00 (venticinque) che effettuerò per cassa o tramite bonifico bancario sul conto intestato alla associazione “Atelier di Trescore” utilizzando le seguenti coordinate bancarie:

IBAN CODE IT 63 D033 5901 6001 0000 0078 788

BANCA PROSSIMA SPA FILIALE DI MILANO

Confidando nella benevole accoglienza della presente richiesta, porgo i miei migliori saluti.

firma per esteso : ______________________________________

Il consiglio direttivo dichiara:

  • di accettare la richiesta e di attribuire al richiedente il numero ___  del registro dei soci.

 

Firma del consiglio:________________   _____________________   ___________________

  • Di non accettare la richiesta:

 

Firma del consiglio: ________________   _____________________   ___________________

(avverso la presente decisione, il richiedente  può proporre ricorso all’assemblea generale degli aderenti che dovrà decidere in merito. Il giudizio dell’assemblea è inappellabile) 

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE

“ATELIER DI TRESCORE – APS”

COSTITUITA IN FORMA DI ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE AI SENSI DEL D.LGS. 117/2017

Art. 1 – Denominazione e sede

  1. È costituita, l’associazione denominata: “ATELIER DI TRESCORE – APS” Associazione di Promozione Sociale di seguito, in breve, “associazione”. L’associazione è un Ente del Terzo settore, è disciplinata dal presente statuto e agisce nei limiti del d.lgs. 117/2017.
  2. L’ordinamento interno dell’associazione è ispirato a criteri di democraticità, di uguaglianza dei diritti e delle pari opportunità di tutti gli associati ne favorisce la partecipazione sociale senza limiti a condizioni economiche e senza discriminazioni di qualsiasi natura.
  3. L’associazione ha sede legale nel Comune di SOLTO COLLINA – BG – VIA Passo del Tonale, 5 e la sua durata è illimitata.
  4. Il trasferimento della sede legale all’interno dello stesso Comune non comporta modifica statutaria e può essere deliberata dal consiglio direttivo.

 

Art. 2 – Finalità

  1. L’associazione non ha scopo di lucro e persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. In particolare intende:

svolgere attività di utilità sociale a favore di associati, di loro familiari o di terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati.

Scopo dell’associazione è in particolare:

  1. Diffondere, promuovere e sostenere ogni espressione di arte figurativa;
  2. Favorire il dialogo e la collaborazione con le istituzioni civili, gli enti locali, le organizzazioni sociali, le scuole di ogni grado per promuovere iniziative di solidarietà e di utilità sociale anche tramite opportune forme di convenzionamento;
  3. Realizzare esperienze di servizio sociale, di formazioni e di animazione culturale

 

Art 3 – Attività di interesse generale

  1. 1. L’associazione, nel perseguire le finalità di cui sopra, svolge in via esclusiva e principale le seguenti attività di interesse generale per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Si considerano di interesse generale, se svolte in conformità alle norme particolari che ne disciplinano l’esercizio, le attività aventi ad oggetto l’organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura, e specificatamente:

a)      Allestimento di mostre collettive di pittura e disegno;

  1. Realizzazione di convegni sull’arte;
  2. Pittura dal vero in Plein air;
  3. Partecipazione a eventi culturali sia locali, che internazionali;
  4. Sostegno a corsi di pittura e disegno.

Le attività di cui sopra vengono svolte in rispetto di quanto stabilito all’ art 5 comma 1 lettera I del decreto legislativo 3 luglio nr 117  e sono svolte in favore dei propri associati, di loro familiari o di terzi, avvalendosi in modo prevalente dell’attività di volontariato dei propri associati o delle persone aderenti agli enti associati.

L’associazione può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo o di altra natura, anche dei propri associati, che non svolgono attività di volontariato, solo quando ciò sia necessario ai fini dello svolgimento dell’attività di cui ai commi precedenti e al perseguimento delle finalità dell’associazione. In ogni caso, il numero dei lavoratori impiegati nell’attività non può essere superiore al cinquanta per cento del numero dei volontari o al cinque per cento del numero degli associati.

 

Art. 4 – Attività diverse

  1. L’associazione può esercitare attività diverse da quelle di interesse generale individuate nell’art. 3 purché assumano carattere strumentale e secondario nel pieno rispetto di quanto stabilito dall’art. 6 del D.Lgs. 117/2017 e relativi provvedimenti attuativi.

 

Art. 5 – Raccolta fondi

  1. L’associazione può realizzare attività di raccolta fondi anche in forma organizzata e continuativa al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale e nel rispetto dei principi di verità, trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e con il pubblico

 

Art. 6 – Ammissione

  1. Possono aderire all’associazione tutte le persone fisiche che, interessate alla realizzazione delle finalità istituzionali, ne condividono lo spirito e gli ideali.
  2. L’associazione può prevedere anche l’ammissione come associati di altri Enti di Terzo settore o senza scopo di lucro a condizione che il loro numero non sia superiore al cinquanta per cento del numero delle associazioni di promozione sociale associate.
  3. Il numero degli associati è illimitato ma, in ogni caso, non può essere inferiore al minimo stabilito dal Codice del Terzo Settore.
  4. I soci sono suddivisi in fondatori, ordinari e onorari.

4.1 I soci fondatori sono tutti coloro che hanno partecipato alla sottoscrizione dell’atto costitutivo e del presente statuto.

4.2 I soci ordinari sono tutti coloro che, avendo presentato domanda ed impegnandosi a rispettare lo scopo sociale e a seguire le direttive dell’Associazione, vengono ammessi a farne parte dal consiglio direttivo.

4.3 I soci onorari sono tutti coloro ai quali il consiglio direttivo riconosca tale qualifica in considerazione del particolare contributo fornito alla vita dell’Associazione.

  1. L’ammissione alla associazione è deliberata dal consiglio direttivo, comunicata all’interessato e annotata nel libro degli associati. In caso di rigetto il consiglio direttivo deve, entro sessanta giorni, comunicare la deliberazione, con le specifiche motivazioni, all’interessato.

 

  1. L’interessato, ricevuta la comunicazione di rigetto, ha sessanta giorni per chiedere che si pronunci l’Assemblea o il Collegio dei Garanti (se istituito) in occasione della prima convocazione utile.
  2. Ciascun associato maggiore di età ha diritto di voto, senza regime preferenziale per categorie di socio. Sono escluse partecipazioni temporanee alla vita dell’Associazione

Art. 7 – Diritti e doveri dei soci

  1. I soci sono chiamati a contribuire alle spese annuali dell’associazione con la quota sociale ed eventuali contributi finalizzati allo svolgimento delle attività associative. Tali contributi non hanno carattere patrimoniale e sono deliberati dall’Assemblea.
  2. La quota sociale è annuale, non è trasferibile, non è restituibile in caso di recesso, di scioglimento, di decesso o di perdita della qualità di associato e deve essere versata entro il termine stabilito annualmente dall’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio consuntivo.
  3. L’associazione garantisce uguali diritti e doveri a ciascun socio escludendo ogni forma di discriminazione.
  4. Ciascun associato ha diritto:
  5. a) di partecipare alle Assemblee, di esprimere il proprio voto in Assemblea direttamente o per delega e di presentare la propria candidatura agli organi sociali;
  6. b) di essere informato sulle attività dell’associazione e controllarne l’andamento;
  7. c) di partecipare alle attività promosse dall’associazione;
  8. d) di conoscere l’ordine del giorno delle Assemblee;
  9. e) di recedere in qualsiasi momento.

Inoltre gli associati hanno diritto di esaminare i libri sociali, secondo le modalità previste dal regolamento interno o da apposita delibera del consiglio direttivo.

  1. Ciascun associato ha il dovere di:
  2. a) rispettare il presente statuto, l’eventuale regolamento interno e, quanto deliberato dagli organi sociali;
  3. b) attivarsi, compatibilmente con le proprie disponibilità personali, con la propria attività gratuita e volontaria, per il conseguimento dello scopo;
  4. c) versare la quota associativa secondo l’importo stabilito da consiglio direttivo/dall’Assemblea.

 

Art. 8 – Perdita della qualifica di socio

  1. La qualità di socio si perde in caso di decesso, recesso, scioglimento o esclusione.
  2. L’associato può in ogni momento recedere senza oneri dall’associazione dandone comunicazione scritta al consiglio direttivo. Il recesso non comporta la restituzione della quota associativa o di altre somme eventualmente versate all’associazione. Le dimissioni diventano effettive nel momento in cui la comunicazione perviene al consiglio direttivo, ma permangono in capo all’associato le obbligazioni eventualmente assunte nei confronti dell’associazione.
  3. L’associato, che contravviene ai doveri stabiliti dallo statuto o alle decisioni deliberate dagli organi sociali, può essere escluso dall’associazione stessa.
  4. La perdita di qualifica di associato è deliberata dal consiglio direttivo.
  5. La delibera del consiglio direttivo che prevede l’esclusione dell’associato deve essere comunicata al soggetto interessato il quale, entro trenta (30) giorni da tale comunicazione, può ricorrere o all’Assemblea degli associati o al Collegio dei Garanti se istituito mediante raccomandata inviata al Presidente dell’Associazione.
  6. L’Assemblea o il Collegio dei Garanti delibera solo dopo aver ascoltato, con il metodo del contraddittorio, gli argomenti portati a sua difesa dall’interessato.

 

Art. 9 – Attività di volontariato

  1. L’attività di volontariato è prestata in modo personale, spontaneo e gratuita, senza fine di lucro neppure indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà.
  2. Le prestazioni fornite dai volontari sono a titolo gratuito e non possono essere retribuite neppure dal beneficiario. Ai volontari possono essere rimborsate soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate per le attività prestate, nei limiti e alle condizioni definite in apposito regolamento predisposto dal consiglio direttivo e approvato dall’Assemblea. Le attività dei volontari sono incompatibili con qualsiasi forma di lavoro subordinato e autonomo e con ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l’associazione.

 

Art. 10 – Organi sociali

  1. Gli organi dell’associazione sono:
  2. a) l’Assemblea dei soci;
  3. b) il consiglio direttivo;
  4. c) il presidente;
  5. d) l’organo di controllo, nei casi previsti dalla legge;
  6. e) Il Collegio dei Garanti, se nominato.
  7. Gli organi sociali, l’organo di controllo ed il Collegio dei Garanti hanno la durata di 5 esercizi e i loro componenti possono essere riconfermati.
  8. Fatta eccezione per l’organo di controllo, i componenti degli organi sociali non percepiscono alcun compenso. Ad essi possono, tuttavia, essere rimborsate le spese effettivamente sostenute e documentate per l’attività prestata ai fini dello svolgimento della loro funzione.

 

Art. 11 – Assemblea

  1. L’associazione è dotata di un ordinamento democratico che garantisce la partecipazione, il pluralismo e l’uguaglianza dei soci.

 

  1. L’Assemblea è l’organo sovrano dell’associazione ed è composta da tutti gli associati. Essa è il luogo fondamentale di confronto, atto ad assicurare una corretta gestione dell’associazione. Ogni socio ha diritto ad esprimere un voto.
  2. Agli associati, Enti del Terzo settore, possono essere attribuiti più voti, sino ad un massimo di cinque, in proporzione al numero dei loro associati. La determinazione del numero dei voti agli Enti del Terzo settore e il criterio della proporzionalità è definito nel regolamento interno.
  3. L’Assemblea è presieduta dal presidente dell’associazione o, in sua assenza, dal vicepresidente.
  4. I soci possono farsi rappresentare in Assemblea solo da altri soci, conferendo loro delega scritta.

6 Ciascun associato può rappresentare fino ad un massimo di tre associati.

7 Non può essere conferita la delega ad un componente del consiglio direttivo o di altro organo sociale.

8 Sono ammessi al voto gli associati che hanno acquisito tale qualifica dal momento della approvazione del consiglio direttivo

 

Art. 12 – Competenze dell’Assemblea

  1. L’Assemblea ordinaria ha il compito di:
  2. a) eleggere e revocare i componenti del consiglio direttivo scegliendoli tra i propri associati;
  3. b) eleggere e revocare, quando previsto dalla legge, i componenti dell’organo di controllo e/o il soggetto incaricato della revisione legale dei conti;
  4. c) approvare il programma di attività e il preventivo economico per l’anno successivo;
  5. d) approvare il rendiconto/bilancio di esercizio e la relazione di missione;
  6. e) deliberare in merito alla responsabilità dei componenti del consiglio direttivo ed a conseguenti azioni di responsabilità nei loro confronti in caso di danni, di qualunque tipo, derivanti da loro comportamenti contrari allo statuto o alla legge;
  7. f) deliberare, quando richiesto e, in ultima istanza, sui provvedimenti di rigetto della domanda di adesione all’associazione, garantendo ad esso la più ampia garanzia di contraddittorio;
  8. g) ratificare i provvedimenti di competenza dell’Assemblea adottati dal consiglio direttivo per motivi di urgenza;
  9. h) approvare eventuali regolamenti interno predisposti dal consiglio direttivo;
  10. i) fissare l’ammontare del contributo associativo;
  11. j) deliberare sugli altri oggetti attribuiti dalla legge, dall’atto costitutivo o dallo statuto alla sua competenza.
  12. L’Assemblea straordinaria ha il compito di:
  13. a) deliberare sulle modificazioni dello statuto;
  14. b) deliberare lo scioglimento, la trasformazione, la fusione o la scissione dell’associazione.

 

Art. 13 – Convocazione dell’Assemblea

  1. L’Assemblea è convocata dal Presidente dell’associazione in via ordinaria, almeno una volta all’anno, e comunque ogni qualvolta si renda necessaria per le esigenze dell’associazione.
  2. L’Assemblea si riunisce, altresì, su convocazione del presidente o su richiesta motivata e firmata da almeno un decimo (1/10) degli associati, oppure da almeno un terzo (1/3) dei componenti del consiglio direttivo.
  3. L’Assemblea è convocata, almeno 10 (dieci) giorni prima della riunione, mediante comunicazione scritta dell’avviso di convocazione inviata tramite lettera, o tramite telefax, o con altro mezzo anche elettronico che certifichi la ricezione della comunicazione da parte dei destinatari, e mediante affissione, nello stesso termine, presso la sede dell’associazione. L’avviso di convocazione deve contenere l’indicazione dell’ordine del giorno, del luogo, dell’ora e della data dell’adunanza.

 

Art. 14 – Validità dell’Assemblea e modalità di voto

  1. L’Assemblea ordinaria è regolarmente costituita, in prima convocazione, con la presenza della metà più uno degli associati presenti in proprio o per delega e, in seconda convocazione, qualunque sia il numero degli associati presenti in proprio o per delega.
  2. L’Assemblea ordinaria delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza degli associati presenti.
  3. L’Assemblea straordinaria è convocata per deliberare in merito alla modifica dello Statuto o allo scioglimento e liquidazione dell’Associazione.
  4. Fatto salvo quanto previsto dal comma successivo, l’Assemblea straordinaria delibera con la presenza della maggioranza assoluta dei soci iscritti nell’apposito libro dei soci e il voto favorevole dei tre quarti (3/4) dei presenti.
  5. In caso di scioglimento, l’Assemblea straordinaria delibera con il voto favorevole di almeno i tre quarti (3/4) dei soci iscritti nell’apposito libro dei soci.
  6. All’apertura di ogni seduta, l’Assemblea elegge un segretario il quale redige il verbale e lo sottoscriverà unitamente al Presidente.
  7. I componenti del consiglio direttivo non hanno diritto di voto nelle deliberazioni di approvazione del bilancio preventivo e consuntivo e della relazione sull’attività svolta e in quelle che riguardano la loro responsabilità.
  8. Gli associati che abbiano un interesse in conflitto con quello della associazione, devono astenersi dalle relative deliberazioni.
  9. I voti sono palesi tranne che riguardino persone, nel qual caso si potrà procedere, previa decisione a maggioranza dei presenti, a votazione segreta.
  10. Di ogni riunione dell’Assemblea viene redatto un verbale che, sottoscritto dal Presidente e dal Segretario, è conservato presso la sede dell’associazione per la libera visione di tutti i soci e trascritto nel libro delle Assemblee dei soci. Le decisioni dell’Assemblea sono impegnative per tutti i soci.

 

Art. 15 – consiglio direttivo

  1. Il consiglio direttivo è l’organo di governo e di amministrazione dell’associazione. Il potere di rappresentanza attribuito agli amministratori è generale. Le limitazioni del potere di rappresentanza non sono opponibili ai terzi se non sono iscritte nel Registro unico nazionale del Terzo.
  2. Esso opera in attuazione degli indirizzi statutari nonché delle volontà e degli indirizzi generali dell’Assemblea alla quale risponde direttamente e dalla quale può essere revocato.
  3. Il consiglio direttivo è formato da un minimo di 3 ed un massimo di 5 componenti, eletti dall’Assemblea tra gli associati. Il consiglio direttivo elegge tra i suoi componenti il presidente e il vicepresidente.
  4. Non può essere nominato consigliere, e se nominato decade dal suo ufficio, l’interdetto, l’inabilitato, il fallito, o chi è stato condannato ad una pena che importa l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi.
  5. I componenti del consiglio direttivo svolgono la loro attività gratuitamente, rimangono in carica per la durata di 5 esercizi e possono essere rieletti.

 

Art. 16 – Competenze del consiglio direttivo

  1. Il consiglio direttivo ha il compito di:
  2. a) compiere tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione ad eccezione di quelli che la legge o lo statuto riservano all’Assemblea;
  3. b) deliberare in merito alle limitazioni del potere di rappresentanza dei consiglieri;
  4. c) amministrare, curando la realizzazione delle attività sociali e disponendo delle risorse economiche;
  5. d) predisporre l’eventuale regolamento interno per la disciplina del funzionamento e delle attività dell’associazione da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;
  6. e) predisporre e sottoporre all’approvazione dell’Assemblea il rendiconto preventivo (ed il programma di attività, entro il mese di dicembre) e il bilancio consuntivo entro quattro/sei mesi dalla chiusura dell’esercizio finanziario;
  7. f) proporre, all’interno della bozza del bilancio preventivo, l’ammontare della quota sociale annuale;
  8. g) gestire la contabilità e redige la bozza del bilancio consuntivo nonché la relazione di missione sull’attività svolta che rappresenti, in relazione al programma di attività deliberato l’anno precedente dall’Assemblea;
  9. h) determinare il programma di lavoro in base alle linee di indirizzo contenute nel programma generale approvato dall’Assemblea, promuovendo e coordinando l’attività e autorizzando la spesa;
  10. i) accogliere o respingere le domande degli aspiranti soci;
  11. j) deliberare in merito all’esclusione di soci;
  12. k) proporre all’Assemblea ordinaria i provvedimenti disciplinari e di esclusione dei soci;
  13. l) eleggere il Presidente e il Vice Presidente o più Vice Presidenti;
  14. m) nominare il Segretario e il Tesoriere o il Segretario/Tesoriere che può essere scelto anche tra le persone non componenti il consiglio direttivo oppure anche tra i non soci;
  15. n) ratificare, nella prima seduta successiva, i provvedimenti di competenza del Consiglio adottati dal Presidente per motivi di necessità e di urgenza;
  16. o) assumere il personale strettamente necessario per la continuità della gestione non assicurata dai soci e comunque nei limiti consentiti dalle disponibilità previste dal bilancio.
  17. p) istituire gruppi a sezioni di lavoro i cui coordinatori possono essere invitati a partecipare alle riunioni del Consiglio e alle Assemblee;
  18. q) nominare, all’occorrenza, secondo le dimensioni assunte dall’associazione, il Direttore deliberandone i relativi poteri.
  19. r) delegare compiti e funzioni ad uno o più componenti del Consiglio stesso;
  20. s) assumere ogni altra competenza non espressamente prevista nello statuto necessaria al buon funzionamento dell’associazione e che non sia riservata dallo statuto o dalla legge, all’Assemblea o ad altro organo sociale.

 

Art. 17 – Funzionamento del consiglio direttivo

  1. Il consiglio direttivo è validamente costituito quando è presente la maggioranza dei componenti. Essi possono essere dichiarati decaduti, con apposita delibera assunta a maggioranza dal consiglio stesso, qualora si siano resi assenti ingiustificati alle riunioni del consiglio direttivo per tre volte consecutive. Il consiglio direttivo può essere revocato dall’Assemblea con delibera motivata assunta con la maggioranza dei due terzi (2/3) degli associati. Eventuali sostituzioni dei componenti del consiglio direttivo effettuate, attraverso cooptazione da parte dello stesso consiglio, nel corso del quinquiennio devono essere convalidate dalla prima Assemblea utile. I componenti così nominati scadono con gli altri componenti.
  2. Il consiglio direttivo è convocato, almeno 8 (otto) giorni prima della riunione, mediante comunicazione scritta inviata tramite lettera, oppure inoltrata tramite telefax, o con altro mezzo anche elettronico che certifichi la ricezione della comunicazione da parte dei destinatari. In caso di urgenza la convocazione potrà essere fatta mediante invio di telegramma inoltrato almeno 2 (due) giorni prima della data prevista per la riunione.
  3. Il consiglio direttivo si riunisce, su convocazione del Presidente, almeno quattro volte l’anno o quando ne faccia richiesta almeno un terzo (1/3) dei componenti. In tale seconda ipotesi la riunione deve avvenire entro venti giorni dal ricevimento della richiesta.
  4. Alle riunioni possono essere invitati a partecipare esperti esterni e rappresentanti di eventuali sezioni interne di lavoro senza diritto di voto.
  5. Le riunioni del consiglio direttivo sono valide quando è presente la maggioranza dei suoi componenti eletti.
  6. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto del presidente.
  7. Di ogni riunione del consiglio direttivo deve essere redatto il relativo verbale, sottoscritto dal Presidente e dal segretario all’uopo nominato, e trascritto nel libro delle riunioni del consiglio direttivo.

 

Art. 18 – Il presidente

  1. Il presidente è eletto a maggioranza dei voti dal consiglio direttivo tra i suoi componenti, dura in carica 5 esercizi e può essere rieletto.
  2. Il presidente:
  • ha la firma e la rappresentanza legale dell’Associazione nei confronti di terzi e in giudizio;
  • dà esecuzione alle delibere del consiglio direttivo;
  • può aprire e chiudere conti correnti bancari/postali ed è autorizzato a eseguire incassi e accettazione di donazioni di ogni natura a qualsiasi titolo da Pubbliche Amministrazioni, da Enti e da Privati, rilasciandone liberatorie quietanze;
  • ha la facoltà di nominare avvocati e procuratori nelle liti attive e passive riguardanti l’Associazione davanti a qualsiasi Autorità Giudiziaria e Amministrativa;
  • convoca e presiede le riunioni dell’Assemblea e del consiglio direttivo;
  • sottoscrive tutti gli atti amministrativi compiuti dall’Associazione;
  • in caso di necessità e di urgenza assume i provvedimenti di competenza del consiglio direttivo, sottoponendoli a ratifica nella prima riunione successiva.
  1. In caso di assenza, di impedimento o di cessazione le relative funzioni sono svolte dal Vice Presidente.
  2. Di fronte ai soci, ai terzi ed a tutti i pubblici uffici, la firma del Vice Presidente fa piena prova dell’assenza per impedimento del Presidente.

 

Art. 19 – Il segretario

  1. Il segretario verbalizza e sottoscrive le riunioni di Assemblea e di consiglio direttivo, gestisce la tenuta dei libri sociali garantendone libera visione all’associato che lo richieda.

 

Art. 20 – Organo di controllo

  1. L’Assemblea nomina l’Organo di controllo, anche monocratico, al ricorrere dei requisiti previsti dalla Legge o, in mancanza di essi, qualora lo ritenga opportuno.
  2. I componenti dell’Organo di controllo, ai quali si applica l’art. 2399 del Codice civile, devono essere scelti tra le categorie di soggetti di cui al co. 2, art. 2397 del Codice civile. Nel caso di organo collegiale, i predetti requisiti devono essere posseduti da almeno uno dei componenti.
  3. L’Organo di controllo vigila sull’osservanza della Legge e dello Statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, anche con riferimento alle disposizioni del D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, qualora applicabili, nonché sulla adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento.
  4. L’organo di controllo esercita inoltre compiti di monitoraggio dell’osservanza delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, ed attesta che l’eventuale bilancio sociale sia stato redatto in conformità alle linee guida ministeriali. Il bilancio sociale dà atto degli esiti del monitoraggio svolto dai sindaci. Le riunioni dell’Organo di controllo sono validamente costituite quando è presente la maggioranza dei suoi componenti e le deliberazioni vengono prese a maggioranza dei presenti.
  5. I componenti dell’organo di controllo possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo, e a tal fine, possono chiedere agli amministratori notizie sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari.

 

  1. Al superamento dei limiti di cui all’art. 31 del Codice del Terzo Settore, la revisione legale dei conti è attribuita all’organo di controllo che in tal caso deve essere costituito da revisori legali iscritti nell’apposito registro, salvo il caso in cui l’Assemblea deliberi la nomina di un Revisore legale dei conti o una società di revisione iscritti nell’ apposito registro.

 

Art. 21 – Collegio dei Garanti

  1. L’Assemblea può eleggere un Collegio dei Garanti costituito da tre componenti effettivi e da due supplenti, scelti anche tra i non soci. Le eventuali sostituzioni di componenti del Collegio, effettuate nel corso del triennio, devono essere convalidate dalla prima Assemblea convocata successivamente alla nomina. I componenti così nominati scadono con gli altri componenti.
  2. Il Collegio ha il compito di esaminare le controversie tra gli associati, tra questi e l’associazione o i suoi organi, tra i membri degli organi e tra gli organi stessi, giudicando sulle medesime in via definitiva, ex bono et aequo e senza formalità di procedure.

 

Art. 22 – Libri sociali

  1. L’associazione ha l’obbligo di tenere i seguenti libri sociali:
  2. a) il libro degli associati;
  3. b) il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’Assemblea;
  4. c) il libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio direttivo;
  5. d) il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’organo di controllo e di eventuali altri organi sociali (se istituiti);
  6. e) il libro dei volontari associati contenente i nominativi degli associati che svolgono attività di volontariato non occasionale nell’ambito dell’associazione
  7. I libri di cui alle lettere a), b), c), e) sono tenuti a cura del consiglio direttivo. I libri di cui alla lettera d) sono tenuti a cura dell’organo a cui si riferiscono.
  8. I verbali, di Assemblea e consiglio direttivo devono contenere la data, l’ordine del giorno, la descrizione della discussione di ogni punto all’ordine del giorno e i risultati di eventuali votazioni.
  9. Ogni verbale deve essere firmato da presidente e dal segretario.

 

Art. 23 – Risorse economiche

  1. Le entrate economiche dell’associazione sono rappresentate:
  2. a) quote sociali
  3. b) contributi pubblici;
  4. c) contributi privati;
  5. d) donazioni e lasciti testamentari non destinati ad incremento del patrimonio;
  6. e) rendite patrimoniali;
  7. f) rimborsi derivanti da convenzioni;
  8. g) fondi pervenuti da raccolte pubbliche effettuate occasionalmente, anche mediante offerta di beni di modico valore e di servizi;
  9. h) entrate derivanti dallo svolgimento di attività di interesse generale nelle modalità previste dall’art. 79, comma 2;
  10. i) corrispettivi da soci e familiari per lo svolgimento di attività di interesse generale;
  11. j) entrate derivanti da attività effettuate ai sensi del c. 6 art. 85 del D.Lgs 117/2017 svolte senza l’impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità sul mercato;
  12. k) altre entrate espressamente previste dalla legge;
  13. l) eventuali proventi da attività diverse nel rispetto dei limiti imposti dalla legge o dai regolamenti.

 

Art. 24 – Scritture contabili

  1. Il consiglio direttivo gestisce le scritture contabili dell’associazione nel pieno rispetto di quanto prescritto dall’art. 13 e dall’art. 87 del D.Lgs. n. 117/2017.

 

Art. 25 – Esercizio sociale

  1. L’esercizio sociale inizia il 1° gennaio di ogni anno per terminare il 31 dicembre successivo.
  2. Il bilancio consuntivo e la relazione di missione sono predisposti dal consiglio direttivo e devono essere approvati dall’Assemblea entro il mese di aprile/giugno.
  3. Il bilancio consuntivo deve essere redatto in conformità del Decreto Ministeriale di cui all’art. 13, comma 3, del D.Lgs. 117/2017 qualora emanato.
  4. La relazione di missione deve rappresentare le poste di bilancio, l’andamento economico e gestionale dell’ente e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie. Inoltre deve documentare il carattere secondario e strumentale delle attività diverse, se svolte.
  5. Nei medesimi termini di cui al comma 2, al superamento delle soglie di legge di cui all’art. 14 del Codice del Terzo Settore, si prevede la predisposizione del bilancio sociale da parte del consiglio direttivo e l’approvazione da parte dell’Assemblea. Il bilancio sociale è redatto secondo le linee guida indicate con decreto dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali.
  6. Il bilancio preventivo deve essere redatto in conformità del Decreto Ministeriale di cui all’art. 13, comma 3 , del D.Lgs. 117/2017, qualora emanato, utilizzando lo stesso modello utilizzato per il bilancio consuntivo e deve contenere l’ammontare della quota sociale annua
  7. Al bilancio preventivo deve essere obbligatoriamente allegato il programma dell’attività dell’associazione per l’anno in corso, specificando per ogni attività le connessioni con le finalità e l’oggetto descritti nel presente statuto ed evidenziando i risultati attesi.
  8. La bozza del bilancio preventivo e del programma di attività sono elaborati dal consiglio direttivo e devono essere discussi e approvati dall’Assemblea entro il mese di dicembre di ogni anno

 

Art. 26 – Divieto di distribuzione degli utili

  1. L’associazione ha il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve comunque denominate o capitale durante la propria vita ai sensi dell’art. 8 comma 2 del d.lgs. 117/2017.
  2. Il patrimonio dell’associazione, comprensivo di ricavi, rendite, proventi e ogni altra eventuale tipologia di entrata è utilizzato per lo svolgimento dell’attività statutaria ai fini dell’esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

 

Art. 27 – Assicurazione dei volontari

  1. Tutti gli associati che prestano attività di volontariato non occasionale sono assicurati per malattia, infortunio e responsabilità civile.
  2. L’associazione, previa delibera del consiglio direttivo, può assicurarsi per i danni derivanti da propria responsabilità contrattuale ed extracontrattuale.

 

Art. 28 – Devoluzione del patrimonio

  1. In caso di estinzione o scioglimento, il patrimonio residuo è devoluto, previo parere dell’Ufficio regionale del Registro unico nazionale del Terzo settore di cui all’art 45, comma 1, del d.lgs. 117/2017 qualora attivato, e salva diversa destinazione imposta dalla legge, ad altro Ente del Terzo settore individuato dall’Assemblea, che nomina il liquidatore, aventi analoga natura giuridica e analogo scopo. Nel caso l’Assemblea non individui l’ente cui devolvere il patrimonio residuo, il liquidatore provvederà a devolverlo alla Fondazione Italia Sociale a norma dell’art. 9, comma 1, del d.lgs. 117/2017.

Art. 29 – Disposizioni finali

  1. Per quanto non è previsto nel presente statuto si fa riferimento alle normative vigenti in materia ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico.

AMMISSIONE DELLE OPERE ALLE MOSTRE

(NR: 001 IN VIGORE DAL 01/12/2014) 

Art. 1 – Premesse

Il presente regolamento si applica ai soli soci dell’associazione in regola con l’iscrizione e relativo versamento della quota associativa;

Art. 2 – Scopo

Permettere alle opere eseguite dagli allievi, di essere esposte nelle mostre e/o concorsi organizzati dall’ATELIER DI TRESCORE, dopo aver superato un esame tecnico della commissione di cui all’art. 3 che segue.

Art. 3 – Commissione esaminatrice

In occasione dell’allestimento di mostre e/o partecipazione a concorsi, viene costituita una commissione tecnico/artistica composta dal presidente dell’Associazione ATELIER DI TRESCORE in carica e da due membri scelti dal medesimo;

Art. 4 – Compiti della commissione

Alla commissione presieduta dal presidente spetta il compito di verificare che le opere eseguite dagli allievi, siano corrispondenti a criteri qualitativi artistici propri dell’associazione.

La decisione di ammettere o meno le opere, viene presa a maggioranza assoluta e con tutti i membri della commissione presenti. La decisione della commissione è inappellabile e viene comunicata verbalmente all’interessato.

Art. 5 – Diritti dei soci

Ai soci viene conferito il diritto di sottoporre l’opera alla commissione di cui all’art 3  entro 10 giorni dall’inizio della manifestazione.

Art. 6 – Doveri dei soci

 I soci si dichiarano edotti che le opere sottoposte al giudizio della commissione, se approvati, sottostanno all’obbligo di rimborso del costo espositivo  deliberato dal consiglio direttivo in ossequio all’art 9.4 lettera a  dello statuto dell’associazione;

Art. 7 – Approvazione 

Il presente regolamento viene approvato in sede di consiglio direttivo il giorno 12 dicembre 2014.

Art. 8 – Entrata in vigore

Il presente regolamento costa di 8 articoli e entra in vigore dal 1 gennaio 2015 e sino alla revisione del suddetto da parte del consiglio direttivo dell’associazioni.

 

 

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